QUANTO VALE UNA CICCA
Andrea Santillana
Parte dall' Enea una proposta di raccolta differenziata per le cicche di sigaretta. E' un invito alla responsabilità e alla salvaguardia dell'ambiente. Oltre a una proposta per idee di ricerca da condurre in questo ambito per non mandare in fumo lo sviluppo sostenibile.
Nel corso di un recente convegno l’Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile - ha presentato risultati di un'interessante analisi, che ha per oggetto le cicche di sigaretta quale rifiuto tossico dimenticato, ignorato e invisibile.
I mozziconi di sigaretta sono al primo posto tra i rifiuti raccolti in strada. L'impatto ambientale del contenuto nocivo delle cicche abbandonate in strada, in mare, sulle spiagge e nei luoghi naturali è preoccupante, così come la loro raccolta e smaltimento: anche se trasportati nella normale discarica
i mozziconi continuano a inquinare.
Finora lo studio dei danni provocati dal fumo ha riguardato esclusivamente i prodotti della frazione fumata e i danni per la salute dell'uomo. In Italia, ogni anno sono 83.000 i decessi per danni da fumo e 3000 quelli per fumo passivo, contro i circa 5000 per incidenti d'auto. Ma ora anche l'ambiente appare una vittima e l'impatto ambientale un parametro da considerare.
La causa è data dagli oltre 4000 elementi tossici e nocivi, residui della combustione della sigaretta: un argomento sicuramente misconosciuto o sconosciuto del tutto è la presenza di sostanze radioattive nel fumo di tabacco. La sostanza radioattiva in questione è il Polonio 210 che emette radiazioni alfa. E' un elemento altamente cancerogeno che provoca e causa praticamente molti danni ed è, soprattutto, il maggior responsabile delle patologie oncologiche a livello polmonare.
Per fare un esempio, il danno biologico di un fumatore che accende 20 sigarette al giorno per un anno equivale al danno biologico di 300 radiografie. Un dato allarmante, che sia i medici (che non sempre danno il buon esempio) che la popolazione in generale dovrebbe conoscere.
Il filtro e la parte che rimane incombusta raccolgono il 50% delle sostanze nocive e degli elementi tossici sprigionati dalla combustione di una sigaretta. Ma se il fumo, attivo e passivo, è considerato agente cancerogeno, perché la cicca no? Quale impatto ambientale può mai provocare una piccola cicca di sigaretta buttata a terra?
E’ un gesto talmente familiare che non viene considerato, nemmeno per quanto riguarda l’abitudine di gettare il mozzicone acceso nelle grate dei marciapiedi incorrendo nel rischio di dar fuoco a eventuali sostanze combustibili. Un malcostume che concorre a sommare grandi numeri: ogni anno vengono prodotti in Italia 72 miliardi di cicche da 13 milioni di fumatori.
Come dire: circa 195 milioni di cicche al giorno, gettate letteralmente nell'ambiente, insieme al loro carico inquinante e a un quantitativo di cenere di circa 3600 tonnellate l'anno.
E' anche così che l'ambiente e la salute vanno in fumo...
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