Terremoto in Abruzzo. San Gregorio di L'Aquila.
San Gregorio, borgo del comune di L'Aquila che, la notte del 6 Aprile scorso alle 3.32 ha subito la furia devastatrice del sisma che ha colpito l'intero Abruzzo, riducendolo ad un cumulo di rovine.
La decisione di "fare qualcosa" è dei giorni immediatamente successivi, parte il tam tam fra i soci, gli amici, i conoscenti.
Riusciamo a mettere insieme qualcosa, cibo, giocattoli per i bambini, poco rispetto a quello che avremmo voluto, ma pur sempre qualcosa.
Finalmente, giorno 17 c.m. si parte!
Mi accompagna Antea, la più piccola delle mie due figlie, con la macchina carica ci dirigiamo alla volta di Roma, quì ci incontriamo con l'amico Walter e l'indomani mattina ci dirigiamo alla volta di L'Aquila.
Lungo tutta la strada che costeggia la città, il paesaggio è costellato da una teoria di tendopoli che, da quel maledetto giorno, sono diventati le case di migliaia di persone.
Le stesse persone che, nella maggior parte dei casi, hanno perduto in pochi attimi il frutto di anni di lavoro e di sacrifici ed in numerosi casi, purtroppo, anche i più cari affetti: figli, fratelli, genitori, amici.
San Gregorio è distrutto per oltre l'80%, ma la perdita più grave è quella delle dieci vite umane, fra le quali anche diversi bambini.
Appuntamento davanti l'ingresso del campo con Chiara, Lorella e Tiziana alcune dei componenti del comitato cittadino costituitosi spontaneamente nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.
Il racconto di quella terribile notte ci stordisce, riviviamo attraverso le parole delle nostre nuove amiche, la drammatica sequenza degli avvenimenti, la fuga dalle case distrutte, la disperata ricerca, nella nube di polvere provocata dai crolli, dei parenti, degli amici.
Ci pare di sentire le voci di chi è rimasto per ore sepolto sotto le macerie, dei bambini dell'orfanotrofio per fortuna tutti salvi. Fortuna che purtroppo non ha assistito una delle suore, così come non ha assistito la piccola arrivata in paese la sera precedente dalla Francia per trascorrere le vacanze pasquali con i nonni, ed il cui corpo esanime è stato estratto dalle macerie dal padre.
Inevitabilmente anche i nostri occhi, come quelli dei nostri interlocutori, si riempiono di lacrime.
Lunghi attimi di silenzio, lo sguardo si posa ora su quello che ci appare come una distesa senza soluzione di continuità di macerie.
Oggetti, testimoni di una quotidianità che sembra lontana anni luce, sparsi sulle stesse.
Ritorniamo sui nostri passi ed il racconto degli avvenimenti accaduti, lascia il posto all'illustrazione dei progetti per il futuro.
La ricostruzione, la voglia e la determinazione di non abbandonare il piccolo borgo natio e, contemporaneamente, la ricerca di soluzioni per la vita nel campo: 8 docce per quattrocento persone!!
Chiara, Lorella, Tiziana, Marianna (assente quel giorno, ma presente nei progetti) ci appaiono come leonesse.
Purtroppo, però, il coraggio di tutti gli abruzzesi si scontra contro l'apparato burocratico, le difficoltà si amplificano....
Ed allora per contribuire in tutti i modi possibili a supportare i nostri amici decidiamo di "adottare" il comitato San Gregorio rinasce.
Aiutiamoli a ricostruire il loro paese.
Approfondimenti all'indirizzo: www.sangregoriorinasce.com.
Le immagini della tragedia
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